L'Agricoltura Sociale tra passato, presente e futuro.

L'Agricoltura Sociale tra passato, presente e futuro.

Da molti anni in Italia e in Europa è cresciuta sempre di più l'attenzione nei confronti dell'Agricoltura Sociale (AS).

L'Agricoltura Sociale è una realtà solo parzialmente nuova che collega la comunità rurale ai bisogni della società contemporanea, offrendo nuove potenzialità e opportunità di sviluppo per i territori e fornendo risposte alle necessità di servizi della persona.


Ripercorrendo la storia dell'agricoltura emerge come l'attività rurale nel tempo non si sia mai limitata esclusivamente alla produzione di beni e servizi destinati all'alimentazione umana e animale, ma abbia svolto da sempre una funzione sociale per la comunità di riferimento.

Per comprendere la multidisciplinarità che caratterizza il settore primario dobbiamo fare riferimento alla definizione stessa del termine.  Il dizionario Treccani definisce l'agricoltura come «l’arte e la pratica di coltivare il suolo allo scopo di ottenerne prodotti per l’alimentazione umana e animale, e anche altri prodotti utili» (Senni 2019). Ed è proprio in questo riferimento ai “prodotti utili” e dunque al concetto generale di utilità che possiamo trovare le radici del ruolo “sociale” dell'agricoltura.

La relazione che lega l'agricoltura al tessuto sociale è un legame antico nel tempo. L'agricoltura non potrebbe esistere senza comunità in quanto nasce proprio come forma di vita collettiva delle risorse ambientali comuni al fine di organizzare al meglio il lavoro nell'ambito di una regolamentazione condivisa.

L'Agricoltura Sociale ai nostri giorni rappresenta uno dei tanti aspetti della multifunzionalità delle attività agricole, permettendo al mondo rurale e sociale di ripensare insieme i propri ambiti di azione, dando vita così a nuovi processi di innovazione sociale.
Le Fattorie Sociali sono soggetti che svolgono attività agricole secondo criteri di responsabilità etica e sostenibilità ambientale, favorendo con tali attività, ovvero con le risorse dell’agricoltura, l'inserimento lavorativo, l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati, l’abilitazione e riabilitazione di persone con disabilità, la realizzazione di attività educative, assistenziali e formative di supporto alle famiglie ed alle istituzioni.

In questo contesto si inserisce il progetto “Agricoltura Sociale e Probation”.

Il progetto si propone di definire una prassi corretta di inserimento di affidati in esecuzione penale esterna nel contesto dell’attività agricola, dimostrando così il ruolo che può svolgere il settore primario per il reinserimento sociale dei casi di disagio carcerario.

Oggetto dell'attività di progetto sarà indagare quale sarà il flusso più corretto per l'inserimento in Agricoltura sociale di persone sottoposte alla “Giustizia Riparativa” e come queste potranno espletare al meglio la forma di giustizia impartita.
Gli inserimenti lavorativi nel settore primario sono una delle possibilità occupazionali che possono essere offerte al detenuto.

Anche in regime di giustizia riparativa il settore primario potrebbe rappresentare una alternativa interessante. È comunque importante capire come le misure alternative dovranno essere gestite tra “gli uffici di sorveglianza” gli enti del terzo settore (ETS) le aziende agricole – fattorie sociali. In particolare verrà studiata la funzione ed il ruolo dell'ETS nell'ambito dell'impiego in agricoltura sociale (AS), quali potrebbero essere le potenziali occupazioni, approfondendo le tematiche delle responsabilità e sicurezza di tutte le realtà coinvolte, per svolge al meglio le attività nel rispetto delle finalità dell'istituto della giustizia riparativa favorendo nel contempo il ruolo sociale dell'agricoltura.

 


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